Università adriatica di bari

Il Palazzo Ateneo

Da edificio progettato per ospitare le scuole di Bari a sede dell'Università degli studi

L’edificio fu ideato e realizzato dall’architetto Giovanni Castelli, vincitore del concorso artistico per la progettazione di un grandioso edificio da adibire a sede delle scuole di ogni ordine e grado, bandito dalla Provincia e dal Comune di Bari nel 1864. Il progetto n. 20 con il motto LINCOLN fu selezionato nel 1867 e fu dato mandato allo stesso architetto Castelli di dirigere i lavori di realizzazione. Dal 1868 al 1889 il cantiere rimase aperto, occupando un suolo periferico sulla linea di congiunzione tra il borgo antico e la ferrovia (oggi sull’arteria principale della città).

Piano regolatore della città di Bari realizzato dall'Ing. Pietro Trotti e approvato con regio decreto del 2 agosto 1868. Nella parte bassa si nota il rettangolo del palazzo Ateneo circondato da estese aree bianche che rappresentano i giardini annessi.
Planimetria del pianterreno del palazzo Ateneo (1886-89). Copia del disegno realizzato dall'arch. Giovanni Castelli (Archivio di Stato di Bari)
Planimetria del primo piano del palazzo Ateneo (1886-89). Copia del disegno realizzato dall'arch. Giovanni Castelli (Archivio di Stato di Bari)
Planimetria del secondo piano del palazzo Ateneo (1886-89). Copia del disegno realizzato dall'arch. Giovanni Castelli (Archivio di Stato di Bari)
Planimetria della copertura del palazzo Ateneo (1886-89). Copia del disegno realizzato dall'arch. Giovanni Castelli (Archivio di Stato di Bari)

Il palazzo, il primo edificio pubblico realizzato a Bari dopo l’Unità, aveva una struttura classica e lineare. Aveva un’estensione di oltre 9.500 mq. Suddiviso su tre piani, presentava dei portoni centrali su ogni lato della pianta rettangolare. La parte inferiore aveva uno scomparto bugnato, interrotto dal colonnato centrale con tra archi aperti e due chiusi. I piani superiori erano disegnati con un progressivo alleggerimento dei comparti architettonici, che si concludevano con un cornicione decorato. Nella parte interna cinque cortili garantivano l’illuminazione a tutti gli ambienti.

Giardini dell'Ateneo. Rilievo eseguito i giorni 11 e 12 ottobre 1909. Gli alberi dei viali rispondono al vero per numero di ubicazioni (Archivio di Stato di Bari)
Università 1899
Cartolina del palazzo Ateneo (1899)

L’edificio  era circondato da giardini recintati. Nella parte antistante il giardino aveva un disegno di aiuole continuo, inframmezzato dalla grande fontana posta in asse con l’ingresso principale; nella parte posteriore aveva un disegno di aiuole spezzato in due sezioni simmetriche, divise dalla strada che si apriva dal portone a ovest e dotate entrambe di una vasca. Sui lati nord e sud l’area verde era limitata ad un cordolo, anche questo tagliato dal viale di accesso ai portoni laterali. In continuità con l’area verde antistante il palazzo agli inizi del Novecento fu realizzato il giardino di Piazza Umberto e nel 1905 fu eretta la statua a cavallo del re.

La condizione posta dal Governo all’attribuzione alla città di Bari dell’Università, nel 1924, fu il cambio di destinazione d’uso del palazzo Ateneo, che per trentacinque anni aveva ospitato le scuole medie, il liceo-convitto, l’istituto tecnico, la biblioteca e il museo archeologico, e l’assegnazione ad un canone figurativo di £ 300 all’anno della sede alla nuova istituzione. Nel giro di pochi mesi il palazzo fu sgombrato e furono affidati alla ditta Fratelli Muciaccia i lavori d’impianto della nascente Università. L’edificio accolse gli uffici amministrativi, la scuola di Farmacia, gli istituti biologici ed anatomici della Facoltà medica, le cliniche medica, chirurgica e neuropatologica; in seguito si aggiunsero le cliniche odontoiatrica, otorinolaringoiatrica e ortopedica di Medicina e la facoltà di Giurisprudenza (istituita nel 1926). Le altre cliniche mediche (dermosifilopatica, ostetricia e ginecologia, oculistica e pediatria) e gli istituti di patologia medica e chirurgica trovarono ospitalità presso l’ospedale consorziale e l’ospedaletto dei bambini. La collocazione diffusa della facoltà medica fu un compromesso necessario per l’avvio dell’Università. Già dopo pochi anni fu stabilita una commissione d’impianto del Policlinico e nel 1932 fu stipulata la convenzione che creava il consorzio (Stato, Università, Comune, Provincia e Ospedale consorziale) per attuare l’opera. Nel 1937 era completato il rustico di 14 dei 18 edifici, che componevano il complesso, progettato dall’ing. Giulio Marcovigi. Gli eventi bellici impedirono il completamento dell’opera. Durante la guerra gli edifici furono requisiti dal Comando militare italiano e trasformati in Centro di raccolta delle truppe destinate oltremare; mentre, con l’arrivo degli alleati nel 1943, furono utilizzati come ospedali. Gli istituti e le cliniche della facoltà medica già residenti, insieme alle cliniche rimaste senza sede, dopo la distruzione dell’ospedale consorziale S. Pietro, furono confinati nel Palazzo Ateneo, unico edificio universitario disponibile fino ai primi anni del dopoguerra.

Contatti

P.zza Umberto I, 1

70121  –  Bari

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