Università adriatica di bari

La Facoltà di Medicina e Chirurgia

Il Periodo bellico

0
Numero degli Istituti
0
Numero dei professori
0
Numero degli iscritti

Dati riferiti all’a.a. 1939-40

Una situazione difficile

Tra caduta e ripresa

L'università si completa

 

Mentre la città soffre tra incursioni e bombardamenti e anche l’Ateneo cede 150 posti letto per il ricovero dei militari, il rettore Resta ottiene l’istituzione dei nuovi corsi di studio per completare l’offerta didattica

Gli anni del secondo conflitto mondiale rappresentarono per lo sviluppo dell’Università di Bari un momento caotico. Mentre gli istituti medici apparivano già definiti, almeno nei settori di ricerca di pertinenza, e le cliniche svolgevano un’attività costante (soprattutto quelle che erano insediate nell’ospedale San Pietro), l’istituzione dei nuovi corsi di Scienze, Lettere, Ingegneria, Veterinaria, Pedagogia e Lingue nel 1943, mise in ginocchio la struttura amministrativa dell’Università. In aggiunta, la maggior parte delle sedi furono sinistrate o confiscate. Ben presto, tranne la Facoltà di Agraria, ospitata in alcuni locali dell’Istituto Magistrale in via Imbriani, tutte le Facoltà furono stipate nello stesso palazzo Ateneo. Anche i porticati degli atri a pian terreno furono chiusi per ricavare stanze e aperti ingressi nei muri maestri. L’Ateneo, carico di sovrastrutture e sforacchiato da tutte le parti, traboccava di persone e bestie. Di notte la sinistra presenza del palazzo si avvertiva col guaito inarrestabile degli animali da esperimento; di giorno dai camini emanavano fumi maleodoranti. La presenza degli Istituti biologici con le stalle, dell’obitorio e della sala autoptica poneva problemi igienici e morali, che rendevano improcrastinabile il trasferimento di tutta la Facoltà di Medicina dal centro della città. In questa situazione non vi erano le condizioni per mantenere una buona attività di ricerca.

Il corpo docente

Due nuovi Istituti erano stati creati nel 1936: la Clinica Otorinolaringologica e l’Istituto di Patologia Speciale Medica e metodologia clinica. Entrambi erano presenti nel palazzo Ateneo. La prima aveva avuto negli anni prima della guerra un aumento costante del servizio di corsia. Dal novembre del 1939 i posti letto furono utilizzati per il ricovero dei militari feriti, in particolare quelli provenienti dal fronte greco-albanese. I pazienti civili curati diminuirono di un terzo. L’attività didattica e di ricerca, invece, continuò senza gravi ostacoli, nonostante la penuria del materiale e, poi, degli spazi.

Anche il nuovo Istituto di Patologia Speciale Medica e metodologia clinica svolgeva attività di reparto e allo scoppio della guerra alcuni posti letto furono utilizzati per il ricovero dei militari. Inoltre, svolse servizio di consulenza medica per le altre cliniche, in particolare per quella oculistica sui militari arrivati dal fronte greco-albanese.

L’Istituto di Terapia fisica, che era stato un fiore all’occhiello dell’organizzazione iniziale degli studi medici a Bari, fu riassorbito dalla Clinica medica. La Clinica chirurgica acquisì anche la Terapia chirurgica. Restò autonomo solo il settore della Radiologia.

Negli anni di guerra due furono le difficoltà di organizzazione interna, che pesarono su tutti gli Istituti e le Cliniche: la diminuzione del personale medico, richiamato per il servizio di leva, e l’aumento del servizio assistenziale, per l’attribuzione ai reparti universitari delle funzioni di ospedale militare. Nel 1944 dei diciassette posti di ruolo di docenti solo quattro erano coperti da titolari, mentre nello stesso anno la popolazione studentesca iniziò ad aumentare prepotentemente, perché il Sud Italia era diventato territorio libero (nell’a.a. 1944-45 gli studenti iscritti alla Facoltà di Medicina e Chirurgia furono 2.731). Nonostante le difficoltà, il preside Luigi Ferrannini mantenne obbligatorio il semestre di pratica ospedaliera per tutti gli studenti.

    Nello schema sono riportati i nomi degli Istituti della Facoltà di Medicina e Chirurgia, che si trovavano nel palazzo Ateneo nel 1939 (in giallo).     Le caselle in bianco rappresentano gli Istituti e le Cliniche esterne.

Contatti

P.zza Umberto I, 1

70121  –  Bari

Seguici